Faram 1957. Un’azienda di progetto, progettata per correre.

Nel 1957 Uberto Bacilieri, un rappresentante di legnami milanese, con la vocazione dell’imprenditore, decide di rilevare la ARAM, un’azienda di mobili per la casa, situata a Giavera del Montello, vicino a Treviso. Le cambia il nome in FARAM, Fabbrica Arredamenti Razionali e Moderni, e sceglie per marchio un cavallino rosso lanciato in corsa. È l’inizio di una coraggiosa storia ‘al galoppo’.

Bacilieri è un visionario e negli anni ’70 punta sull’arredo ufficio, settore in forte evoluzione dopo il boom economico, dove gli spazi vengono ripensati e suddivisi in modo più funzionale. Faram lancia sul mercato un prodotto fortemente innovativo, la P450, un divisorio mobile fatto di armadi a tutta altezza. È una grande intuizione. Nei decenni successivi Faram diviene un punto di riferimento internazionale nel campo delle pareti per ufficio, distinguendosi soprattutto per la capacità di seguire con attenzione e competenza lo sviluppo di ogni progetto di interior, dal più semplice al più complesso. Nei ‘favolosi’ anni ’80 viene acquisita parte dell’azienda spagnola ARLEX, per farne una subsidiary nella penisola iberica. L’operazione ha successo, viene aperta anche una filiale in Belgio, altrettanto fortunata.

Negli anni ’90 Faram intuisce in anticipo le tendenze del mercato e crea la P600, la prima parete Faram in vetro senza montanti. Si tratta delle gloriose partizioni a vetro continuo che Faram ha il merito di lanciare per prima sul mercato, come prodotto industriale. Nel 1992, Faram apre la filiale londinese, e i grandi studi di architettura cominciano ad inserire i suoi prodotti come elementi costitutivi dei loro progetti. Nello stesso anno viene inaugurata anche la divisione Medical, specializzata in arredi per gli ospedali ‘chiavi in mano’.

All’inizio del nuovo millennio Faram si rivolge ad Oriente e avvia una joint venture con il governo cinese. L’azienda si chiama Faram China Great Wall e produce gli stessi arredi della Faram italiana per il mercato cinese: si fabbrica in Cina per vendere in loco.

Dopo alcuni passaggi di proprietà nel 2014 l’azienda viene infine rilevata dalla holding industriale Aliante, che la rinomina Faram 1957, in onore della sua preziosa eredità storica. Viene studiata una strategia di rilancio implementata da un mix fra il nuovo management e le risorse storiche dell’azienda. Viene introdotto il concetto di lean management e come conseguenza tutti i processi aziendali vengono mappati in funzione di nuove procedure. L’operazione ha successo e avvia una nuova fase di sviluppo.

Alla fine del 2017 viene nominato amministratore delegato di Faram Massimiliano Giacomelli, che riorganizza tutti gli asset fondamentali inclusi i sistemi produttivi, investe su un management nuovo e giovane, rinnova le politiche di prodotto iniziando la collaborazione con l’art director Egidio Panzera dando così un rinnovato valore aggiunto al marchio. I risultati non tardano ad arrivare, con una costante crescita a doppia cifra. Nel 2020, a New York, apre la sede Faram North America.
Il cavallino rosso continua la sua corsa.