Partizioni mobili

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Oggi a una partizione mobile viene richiesto davvero molto. Non si tratta più solo di definire uno spazio per un certo tempo, ma di offrire performance estetiche, funzionali, acustiche e visive di alto profilo, nonché di comunicare messaggi, valori e storie.

Un compito impegnativo che richiede anche a un’azienda specializzata nella progettazione di pareti divisorie un costante investimento di energie e risorse per sviluppare prodotti sempre nuovi e in grado soddisfare le esigenze del mercato di riferimento. Per Faram, il mercato delle costruzioni e delle ristrutturazioni edilizie. Le pareti Faram hanno raccolto questa sfida in anni non sospetti, allorché un mobile alto da pavimento a soffitto divenne un’occasione per dividere uno spazio e al contempo archiviare tutto ciò che in un ufficio non aveva senso che stesse a vista: impianti, cavi, prese e oggetti. Da allora, da quella che oggi definiamo una parete attrezzata, ne è stata fatta di strada… La parete ha desiderato dapprima la trasparenza di una finestra, poi la modularità di un mattoncino lego, poi ancora il profumo e il calore di un bosco, infine la privacy e il silenzio di un confessionale. Le pareti Faram sono nate così, cercando di rispondere in tempo reale alle esigenze di architetti e costruttori, ma anche di chi nei luoghi di lavoro, per l’appunto, ci lavora. Pareti cieche, pareti attrezzate e attrezzabili, pareti vetrate, pareti sensoriali, pareti narranti, pareti silenziose, pareti insonorizzanti che contribuiscono a portare negli uffici, nei musei, nelle boutique e anche nei vituperati non-luoghi di tutto il mondo, tutta la luce, il silenzio e il benessere necessari a crescere e lavorare bene. In maniera sostenibile e rispettosa dello spazio, dello spirito dei luoghi e delle persone. Faram è da sempre consapevole che le pareti non servono a dividere, ma a creare, a generare nuovi spazi disponibili al lavoro e alla creatività.